Nel 2017 i dati rilevati dalla Banca d’Italia hanno evidenziato un’espansione dei prestiti al settore privato, confermando dunque il trend iniziato nel 2015. Ma nonostante il trend positivo, i prestiti alle imprese non sono ancora in grado di sostenere la crescita economica, che rimane molto moderata.
Il CSC (Centro Studi di Confindustria) ha rilevato che, malgrado la richiesta di finanziamenti da parte delle imprese sia tornata ai livelli pre-crisi, l’offerta di credito rimane ancora molto selettiva. A detta del CSC, nonostante la politica espansiva della BCE, che avrebbe dovuto sostenere le erogazioni di credito, sembrano aver dominato altri elementi che hanno invece provocato una restrizione nella cessione di finanziamenti. Tra tali elementi i più influenti sembrano essere stati le nuove norme (Basilea IV sui modelli di calcolo del rischio e le indicazioni della BCE sulla gestione degli NPL) che spingono le banche ad essere maggiormente prudenti. Conseguentemente, a livello di stock, i finanziamenti bancari alle aziende si sono ridotti del 5,6%, ovvero di quasi 45 miliardi di euro (Dati di Unimpresa) durante il 2017.
In netta contrapposizione il trend dei prestiti alle famiglie, aumentati del 2,3% grazie principalmente dal settore dei mutui, che segna un +3,4% rispetto al 2016.
Tenendo come riferimento i dati di dicembre 2017, i finanziamenti al settore privato, rimodulati per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti ed eliminati dai bilanci bancari, sono
aumentati dell’1,9% su base annua. Più esattamente, i finanziamenti alle famiglie sono aumentati del 2,8%, mentre quelli alle aziende non finanziarie sono cresciuti dello 0,2 %.
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